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  • Redazione Etiquette

L’arte di conoscere le persone dai tratti del volto


Circoli, meeting, cene, riunioni, feste, happening, quante sono nella vita le occasioni per relazionarci con gli altri? “La vita è l’arte dell’incontro” diceva Vinicius De Moraes e personalmente caldeggio ogni essere umano nel praticarla.

Perché le persone entrano nella nostra vita? Credo che quando conosciamo qualcuno non sia mai per caso: quella persona l’abbiamo cercata proprio noi. E come si fa a capire più intimamente chi abbiamo davanti… a prima vista? Una risposta ci viene dal passato: lo scrittore Johann Kaspar Lavater ci ha lasciato infatti uno strumento interessante: il “Lavater portatile” ossia un compendio sull’arte di conoscere gli uomini dai tratti del volto. Studiò a lungo Lavater , spinto dal desiderio di rendersi utile ai suoi simili, prima di poter stilare questo trattato che ci spiega come le abitudini dell’anima possano influire sui tratti esterni delle persone. Osservare per me, da quando il Lavater è “entrato” nella mia vita è diventato un modo ancor più interessante di leggere ed interpretare chi mi sta di fronte. Una testa grossa, con piccola fronte triangolare annuncia uno spirito privo di sentimento, mentre un capo carico di massa grassa denota uno spirito limitato. L’occipite compresso, o meglio che presenta una cavità indica uno spirito debole, talvolta caparbio. Dalla conformazione della fronte invece si può dedurre la misura dell’intelligenza della persona. Una fronte dolcemente arcuata e senza alcun angolo denota dolcezza. La fronte aperta, liscia, indica la tranquillità d’animo; la rugosa scopre il bollore delle passioni, il turbamento dell’anima ma anche la vecchiaia (in questo caso le rughe sono assai più regolari, meno interrotte e non troppo vicine agli occhi). Le rughe perpendicolari della fronte significano grande energia ed applicazione; ma qualora fossero intersecate da altre denotano tutto il contrario! Profonde incisioni perpendicolari fra le due sopracciglia caratterizzano le persone di molto spirito e quando la vena frontale appare distintamente in mezzo ad una fronte aperta, liscia e regolare annuncia straordinari talenti. Le fronti alte denotano un carattere capriccioso mentre quelle strette uno spirito poco docile.

Agli occhi, il Lavater pone molta attenzione in quanto ritenuti responsabili di denotare i sentimenti del cuore. Gli occhi celesti sono spesso retaggio del flemmatico e talvolta denotano debolezza, mentre i neri sono l’indizio dell’energia. Gli occhi verdastri indicano spesso il temperamento collerico. Quando sono acuti dalla parte del naso promettono spirito e sagacità; quelli la cui palpebra superiore taglia diametralmente la pupilla annunciano sagacità e furbizia. Anche se il naso non è tanto suscettibile alle espressioni del volto secondo il Lavater, in base alla conformazione e posizione si possono desumere caratteri certi: il naso aquilino fa trasparire un carattere imperioso e passioni ardenti. Un naso curvo alla radice annuncia un carattere nato per comandare, fermo nei suoi progetti e determinato nel proseguirli. Le narici piccole danno ad intendere uno spirito timido, mentre un naso a punta è proprio della persona collerica. La bocca è la parte del viso che più caratterizza la fisionomia: essa esprime quasi sempre lo stato interno dell’anima. Quindi massima attenzione! Una bocca con labbra grosse e carnose denota sensualità, pigrizia e caratterizza la persona flemmatica. Una bocca spesso chiusa o con le labbra serrate è propria dell’avaro. Una grande distanza dalla bocca al naso sta a significare mancanza di prudenza, mentre una bocca stretta ed in cui non si scorge l’orlo delle labbra promette uno spirito applicato, amico dell’ordine.

Se la persona possiede guance carnose (le cosiddette guanciotte) annuncia spesso un appetito sessuale. La rozzezza e la brutalità invece imprimono sulle guance rughe piuttosto grossolane. Un collo prolungato indica un carattere lento. Corto e grosso denota la persona collerica.

Di questi spunti fatene l’uso che riterrete più opportuno, ma vi consiglio di sperimentare almeno una volta l’arte fisiognomica. L’uomo è certamente l’opera più bella ed i suoi tratti lo specchio della propria anima.

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