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A tavola con la storia: il tovagliolo, invenzione incompresa di Leonardo da Vinci


Ma alla corte di Ludovico il Moro, l'invenzione non andava a genio...

Per un certo periodo Leonardo abbandonò la scultura e la geometria per risolvere il problema dello sporco sulle tovaglie di Ludovico Sforza di cui era al servizio in qualità di Gran Maestro di feste e banchetti. Non sopportava proprio che durante il pasto la tovaglia venisse utilizzata da tutti i commensali per pulirsi le mani o le stoviglie, così mise in tavola la soluzione: una tovaglia di dimensioni più ridotte posta davanti ad ogni ospite, da sporcare al posto della tovaglia grande. Nel suo progetto, questa “piccola tovaglia” doveva essere individuale così che ognuno potesse utilizzarla per poi piegarla e non rovinare l’aspetto della tavola. Aveva inventato il tovagliolo.

A Milano, nella Sala del Tesoro della Biblioteca Ambrosiana, si trova il Codex Atlanticus, la più ampia e sorprendente collezione di scritti e disegni di Leonardo da Vinci - al cui interno si possono osservare alcuni suoi disegni che schematizzano come piegare i tovaglioli: in alcuni casi sono molto complessi, e i tovaglioli prendono la forma di palazzi, fiori o uccelli. Addirittura Leonardo aveva progettato persino degli “asciugatori rotanti” per tovaglioli, uno manovrato da un uomo seduto su una staffa e un altro, scrive egli stesso nei suoi appunti, azionato da api.

Peccato che, alla corte di Ludovico il Moro, nessuno riuscì a capire l’acutezza dell’invenzione che fu ignorata o addirittura utilizzata “impropriamente”; così, a cena finita, la tavola era sporca come al solito. Genialità incompresa.

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