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  • Maria Loredana Pinotti

Come è composto uno stemma?


La prima tappa nel viaggio dell'Araldica ci porta a scoprire lo stemma.

Lo stemma è una sintesi grafica dove si ritrovano però vari elementi, ciascuno con un suo preciso significato e posti tutti secondo determinate regole che sono l’essenza di quello che viene definito il linguaggio araldico, un linguaggio specifico ma che ha anche le sue eccezioni. Lo stemma è costituito da varie parti, delle quali la più essenziale è lo scudo. Essendo anticamente portato sul braccio, il lato sinistro dello scudo corrispondeva al lato destro dell’arma per chi lo osservava di fronte, così (apparente stranezza!) in araldica il lato sinistro dello scudo corrisponde alla parte destra per chi lo osserva. Poi abbiamo l’elmo, la corona, gli svolazzi o lambrecchini, il cercine, le penne, il manto, il cimiero, il motto, il grido di guerra, i sostegni, i tenenti, le ornamentazioni e le distinzioni di dignità. Poiché l’araldica era anticamente più che una scienza un’arte e seguiva il gusto e la moda del tempo, è facile dalle forme assunte dallo scudo nelle successive epoche storiche attribuire una prima collocazione temporale: triangolare o normanno (secc. XII-XIII), gotico antico (sec. XIV), a targa o inglese, da torneo (sec. XV), semirotondo o gotico rotondo (sec. XV), ovale (specifico degli stemmi femminili, e molto usato nel sec. XVI), rotondo (il più tipico del sec. XVI), sannitico (adoperato particolarmente in Italia), francese o moderno (il più utilizzato e risalente al sec. XVI), sagomato (sec. XVII), accartocciato (sec. XVII). Gli scudi sono posti verticalmente o inclinati e questi ultimi sono tipici delle età più antiche dell’araldica forse a ricordo del fatto che il cavaliere che sfidava un avversario appendeva lo scudo ad un albero o ad un palo. L’interno dello scudo si suddivide a sua volta in varie parti o punti: cuore, capo, punta, fianco (destro o sinistro), angolo o cantone (destro o sinistro del capo o della punta), posto d’onore o ombelico. Il campo dello scudo può essere costituito da un solo colore (semplice) o da due o più colori (composto), come il grande stemma del Regno di Prussia che include la bellezza di ben 56 blasoni. Gli smalti dello scudo (il cui nome deriva dal fatto che sull’armatura i cavalieri partecipanti a tornei indossavano la sopravveste su cui ponevano delle figure di stagno smaltato riproducenti i loro emblemi) si dividono in metalli (oro, argento) e colori (azzurro, rosso, verde, porpora, nero ed anche aranciato e verde).

(Da Etiquette n. 33) in collaborazione con IAGI Istituto Araldico Genealogico Italiano